Boyden Executive Search

Anders Lindholm, Managing Partner of Boyden Italy, points out that the profiles in the commercial insurance sector must be as exhaustive as possible, comparing people skills to the skills of the industry.

l'intervista

Il commerciale diventa manager a tutto tondo

Quando le opportunità di business si restringono, i commerciali diventano strategici per le aziende. Questo vale anche per il comparto assicurativo, alle prese con la crisi dei consumi nel nostro Paese. Con Anders Lindholm, amministratore delegato di Boyden Italia (multinazionale dell'executive search), abbiamo fatto il punto sull'andamento del settore.

Attualmente quali sono le figure plù gettonate in ambito commerciale?

Per i capi area non vi è stato alcun calo della domanda dovuto alla crisi economica che stiamo vivendo. Anzi, proprio il fatto che la torta si sia ristretta sta spingendo le compagnie assicurative a investire su questi profili.

Come si arriva a ricoprire il ruolo?

Trattandosi di una figura apicale, è l'esito di un percorso di carriera non certo breve. Per altro, oggi il capo area non deve avere solo competenze tecnico-assicurative di valutazione dei rischi e commerciali, ma deve essere un manager a tutto tondo, capace di motivare gli agenti che fanno parte del suo team, occuparsi di formazione e avere dimestichezza con gli applicativi informatic. Coloro che posseggeono un profilo completo di questo tipo arrivano a guadagnare 130-150mila euro lordi annui di fisso, oltre a una componente importante legata ai risultati raggiunti.

Ci sono opportunità in tutta Italia?

Tendenzialmente sì, considerato che le assicurazioni sono presenti su tutto il territorio nazionale. Tuttavia, numerose compagnie di Rc auto stanno riducendo la loro presenza al Sud, dove il fenoeno delle frodi è particolarmente diffuoso e mette a dura prova i margini aziendali.

Le figure più ricercate

Secondo uno studio della multinazionale del recruitment Michael Page, il 2012 è l'anno dell'attuario. Una conclusione alla quale si è arrivati considerando le richieste di questi professionisti che arrivano dalle aziende, a fronte di una domanda contenuta, tanto da spingere verso zero la quota di disoccupati: se tra il 2010 e il 2011, le offerte per questo ruolo sono cresciute del 30 per cento, un altro scatto è atteso nell'anno in corso, complice la normativa che impone la figura nelle aziende di assicurazioni. Semplificando al massimo, il lavoro richiesto alli, attuario è la stima delle conseguenze economiche in caso di eventi naturali (come quelli catastrofici) o provocati dall'uomo (l'esempio classico è constituito dagli incidenti stradali) o derivanti da fattori demografici (è costituito dagli incidenti stradali) o derivanti da fattori demografici (è il caso delle probabilità di sopravvivenza). Un ruolo adatto soprattutto a laureati in Statistica (esiste anche aun albo di settore), capaci di combinare conoscenze tecniche e capacità di disegnare scenari. Michael Page stima in 1.500 euro netti mensili lo stipendio d'ingresso per questa professione, con possiblità di arrivare fino a 100mila euro lordi dopo un'esperienza ultradecennale.

Le possibilità di mettersi in proprio

L'ambito assicurativo offre opportunità anche a chi intende mettersi in proprio. È il caso, ad esempio, dell'agente di assicurazioni, vale a dire colui che si occupa di gestire gli affari di un'agenzia. Il professionista in questione si vede affidare un territorio di competenza e il suo compito è di selezionare e sviluppare il portafoglio clienti, tendendo al contempo i rapporti con i liquidatori e i periti perla gestione dei sinistri dei suoi assicurati. Un ruolo che non richiede l'iscrizione all'albo di settore (previo superamento di un esame di idoneità, con prove sul diritto delle assicurazioni e sulla tecnica assicurativa), ma si basa soprattutto su una spiccata propensione commerciale e sulla capacità di coltivare i rapporti con la clientela. Infatti, le possibilità di guadagno sono direttamente proporzionali ai contratti conclusi e al loro ammontare.

Rischi sotto controllo

La crisi finanziaria degli ultimi anni ha modificato le necessità delle aziende sul fronte occupazionale. Tra le novità più rilevanti c'è la ricerca di un numero crescente di persone da impiegare.

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