Boyden Executive Search

Applications for master’s degree programs have considerably decreased in Europe and the USA. Is it still worth pursuing an MBA to speed-up carrier and earnings? Due to increased costs and the economic crisis, can it be considered a good investment? Boyden Italy, together with the managing partner of McKinsey and the Director of SDA Bocconi Business School of Management are called to give their point of view.
By Filippo Santelli

Filippo Santelli

Roma

Un investimento costoso, ma remunerativo. Un acceleratore di carriera e salario: questo è l’Mba, il master in Business Administration offerto dalle maggiori scuole di economia mondiali. Due anni di formazione intensiva in management e la possibilità, per chi ha già esperienza di lavoro, di costruire un network internazionale. Nell’élite globale dei dirigenti d’azienda, in molti sono passati da lì. Ma neppure questo percorso, rapido e di eccellenza, sembra uscito immune dalla crisi. Non con il lustro di un tempo, ipotizza il Financial Times, che ogni anno compila la classifica dei migliori Mba. Lo testimoniano i dati americani: chi si è diplomato nel 1995 ha visto quintuplicare il proprio salario entro cinque anni. Per le classi del 2008 e del 2009 l’incremento si è dimezzato. Mentre il costo di iscrizione saliva del 7% ogni anno: 106mila dollari, circa 80mila euro, quanto si spende oggi per un master biennale negli Stati Uniti. E se la cifra è spesso sponsorizzata dai datori di lavoro, bisogna comunque aggiungere il costo della vita e la rinuncia a due anni di salario. In questa congiuntura, un esborso di cui molti mettono in dubbio la convenienza. Lo scorso anno il numero di domande di ammissione ha registrato la quarta flessione consecutiva. Secondo le rilevazioni di Gmac, condotte su 359 istituti in tutto il mondo, nel 2012 le candidature per i programmi biennali sono calate del 20%. E sono proprio Stati Uniti ed Europa, sede degli Mba più prestigiosi, a soffrire di più. Il 58% delle scuole europee ha visto scendere la richiesta per i corsi annuali. E il 62% di quelle americane per i corsi biennali. «Le ragioni del calo mi sembrano congiunturali, non strutturali», commenta Gianmario Verona, direttore del full-time Mba alla Scuola di Direzione aziendale della Bocconi, un percorso annuale che costa 44.500 euro. «Negli ultimi anni spiega - sono andati in crisi due canali tradizionali per i diplomati: la consulenza e l’investment banking». Generazioni di studenti si accasavano presso le maggiori banche d’affari, con stipendi a sei cifre. Uno sbocco che la crisi finanziaria ha prosciugato. «Ma se l’anno scorso abbiamo registrato un calo delle domande del 5%, quest’anno siamo tornato sui livelli del 2011», continua il professore. «I diplomati trovano posto in nuovi settori, come il farmaceutico e l’high tech». Quanto al mondo della consulenza, il suo legame con la formazione Mba è già tornato solido. Dopo i primi due anni di lavoro in azienda McKinsey sponsorizza agli analisti più meritevoli un master, propedeutico all’avanzamento di carriera. «Lo consideriamo un passaggio fondamentale, perché coniuga teoria avanzata ed esperienza pratica», spiega Gabriele Vigo, partner di McKinsey e responsabile del reclutamento per l’Italia. La strategia della società di consulenza è indirizzare i dipendenti verso le scuole di qualità più alta: possono presentare domanda a uno dei primi dieci Mba al mondo. «Poi ognuno è libero di scegliere destinazione e durata secondo le proprie esigenze», continua Vigo. «In tutti i ragazzi che tornano notiamo grande entusiasmo per l’esperienza e una solida preparazione». Per arginare l’emorragia di domande però il modello di formazione va aggiornato, lo confermano i dibattiti interni al mondo delle business school. Quello sulla durata dei corsi, in primo luogo. Da molto tempo l’Europa ha puntato su programmi annuali, mentre lo standard negli Stati Uniti è di due anni. Intanto, a fianco ai corsi che prevedono una presenza stabile nel campus, stanno esplodendo le richieste per gli Mba part-time, pensati per chi lavora, o gli Mba a distanza, nei quali gran parte della formazione viene fatta online. Segno che si cercano alternative più economiche: alcune scuole americane offrono ora la possibilità di diplomarsi dopo 18 mesi, in modo da contenere i costi. «Ma anche i contenuti stanno cambiando», aggiunge Verona. Specie da quando nelle grandi aziende high tech, da Apple ad Amazon, si è imposta una nuova generazione di dirigenti, spesso meno preparati tecnicamente, ma carismatici e innovativi. «Ora cerchiamo di lavorare molto di più sulle competenze caratteriali, gestione del team, comunicazione e leadership», spiega il professore. La capacità di adattarsi alle esigenze del mercato è uno dei tratti distintivi degli Mba. Le stesse aziende sono coinvolte nei corsi, in modo da offrire ai partecipanti casi di lavoro reali. Un valore aggiunto decisivo, insieme all’immersione in un contesto internazionale: «L’Mba resta un passaggio quasi obbligato per chi vuole fare l’executive all’estero», commentano da Boyden, società di consulenza per il reclutamento di quadri dirigenti. «È una patente riconosciuta a livello mondiale, specie se ottenuta in una scuola di prestigio». Un percorso di carriera con meno garanzie di un tempo. Ma che resta il più accelerato: la crescita “sul campo”, prima alternativa alle business school, in tempi di crisi è ancora più lenta e incerta.

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