Boyden Executive Search

Anders Lindholm, Managing Director of Boyden Italy, comments on the emerging figures in the sports world. He also shares the importance of people management skills, strong financial skills, powerful marketing skills and project management.

Fare della propria passione un lavoro. È il sogno realizzato di quanti si occupano di sport a livello professionale. Un settore di nicchia fino a qualche anno fa, ma che sta rapidamente acquisendo consistenza alla luce dei minori trasferimenti pubblici e del calo delle sponsorizzazioni, frutti della crisi che impongono al settore di reperire nuove fonti di finanziamento.

La comunicazione passa per il Web.
Giovanni Palazzi, presidente di StageUp, società bolognese specializzata in consulenza di direzione, ricerche, advisoring e formazione nei mercati dello sport, della cultura e dello spettacolo, individua una domanda in crescita soprattutto su due profili: il community manager e il fundraiser. Partendo dal primo, secondo Palazzi «il dialogo con i tifosi/clienti di una società sportiva non può più basarsi su una comunicazione unidirezionale: occorre far leva sulla componente emotiva, sull'adesione, sul coinvolgimento. L'incremento dei biglietti venduti e degli abbonamenti, ma anche il miglior rapporto con gli sponsor dipende fortemente dalla gestione del legame sentimentale con la propria community di tifosi», spiega. In questo contesto emerge il ruolo dei social network (Facebook, Google+ e Twitter i più diffusi), che peraltro stanno accrescendo il loro peso anche in altri ambiti economici. «Al community manager, che è chiamato a lavorare a stretto contatto con la funzione marketing, viene richiesta un'esperienza minima in una agenzia di comunicazione o nello sviluppo di campagne digitali di prodotto o servizio, la capacità di utilizzo degli strumenti di reportistica e di tracking degli utenti su Internet, la conoscenza dei più recenti sviluppi delle principali piattaforme sociali», spiega Palazzi, che indica anche quattro doti richieste a livello personale: «Un ottimo ascolto dell'audience online e delle principali tendenze di comunicazione in atto, la capacità di narrazione (storytelling), in forma scritta, in grado di incuriosire e direzionare i flussi di utenti della rete». Trattandosi di una figura emergente, è difficile indicare range retributivi per questa professione, complice il frequente ricorso a contratti atipici e di consulenza. In linea di massima si parte da 20-25mila euro lordi annui per un'attività part-time.

Nuove strade per reperire finanziamenti. 
La domanda crescente di fundraising manager è legata essenzialmente al venire meno di altre fonti di finanziamento rilevanti fino a qualche anno fa, come la mano pubblica e gli sponsor. «Il professionista in questione non deve avere solo competenze manageriali, ma anche la capacità di fare rete nel territorio, coinvolgendo altre realtà sportive, istituzioni e altre associazioni di diversa natura», spiega Palazzi. «Il fundraising è dunque diventata una funzione determinante che va a coinvolgere ogni aspetto di una società sportiva: tutti i componenti della società sportiva, in ogni loro funzione, inclusi atleti e tecnici, devono essere consapevoli che la raccolta fondi dipende anche dal loro comportamento. Il fundraiser manager è colui che diffonde questa mentalità e utilizza tutti gli strumenti più opportuni e la sua rete di conoscenze per incrementare le risorse economiche della società sportiva, senza tralasciare le opportunità di finanziamento offerte dai bandi regionali, nazionali o europei dedicati, ad esempio, alla promozione dello sport o al miglioramento dell'impiantistica sportiva». Trattandosi di una figura più legata agli aspetti commerciali, di solito la retribuzione del fundraiser manager prevede una quota importante legata ai risultati (dal 20% in su), oltre a un fisso non inferiore ai 25-30 mila euro annui, con un contratto di solito più strutturato rispetto al community manager.

Vendita e finanza sotto i riflettori. 
Anders Lindholm, amministratore delegato di Boyden Italia (multinazionale dell'executive search), individua quattro figure emergenti nel mondo dello sport. «Innanzitutto c'è il digital/web manager, richiesto per la gestione It, streaming, gestione social network e così via: i grandi club calcistici per esempio cercano di sviluppare al massimo la sezione digitale anche per fidelizzare sempre più i tifosi», spiega. Quindi ci sono le figure di taglio più economico. «Il sales & marketing manager e l'account director devono essere esperti sia di disciplina sportiva, che delle esigenze delle aziende e dell'attività di sponsorship più adeguato. Questo per valorizzare al massimo il brand del cliente. Molto richiesto è anche il finance manager, addetto alla gestione di un budget sportivo, che è molto diverso da un budget normale, soprattutto perché è legato alla sponsorizzazione», aggiunge, chiudendo con l'indicazione del responsabile della logistica e della sicurezza, con mansioni simili a quelle esercitate dallo stesso professionista in ambito aziendale.

Altre possibilità potranno arrivare in futuro dalla diffusione di stadi di proprietà nel calcio. Da tempo si discute di una legge per facilitare il trend (attualmente solo la Juventus ha percorso questa strada nell'ambito di un piano di riqualificazione adottato a livello comunale) per favorire la patrimonializzazione dei club, ma finora sono mancate le decisioni. «In Sudafrica, a seguito dei mondiali di calcio del 2010, stiamo assistendo a una richiesta di figure professionali che sappiano gestire al meglio gli impianti sportivi», osserva Lindholm. «Un'esperienza da seguire con attenzione nel nostro paese. In precedenza esisteva solo un manager con orientamento sportivo mentre adesso serve un vero e proprio direttore generale: si tratta di un ruolo piuttosto complesso e richiede molto più che la sola gestione dello stadio. Le capacità richieste per questa figura sono la gestione delle persone, gestione di grandi assetti (stadio, campo, uffici e così via), forti capacità finanziarie, buone capacità di marketing e di gestione di progetto, di solito per migliorie», aggiunge l'esperto.

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